DISTURBI ALIMENTARI

NUCLEO PER IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

(26 posti letto – nucleo Mont Blanc)

Codice Nucleo: SRP 1.2 A e 1.2 B – Strutture Residenziali Psichiatriche per trattamenti terapeutico riabilitativi di disturbi del comportamento alimentare per adulti e minori
La struttura è deputata al trattamento di pazienti con D.C.A. (Anoressia, Bulimia, Dai e Obesità) dove sia insufficiente o inefficace il trattamento ambulatoriale e accoglie pazienti da tutto il territorio italiano, in 2 nuclei distinti – adulti e minorenni/giovani adulti (i posti letto sono individuati nel numero di 13 e 13)
I disturbi del comportamento alimentare costituiscono un insieme di sindromi ad etiologia multifattoriale caratterizzate da elementi psicopatologici comuni comprendenti alterazioni affettive, cognitive e comportamentali correlate all’ingestione di cibo e all’immagine corporea e che possono essere sintetizzate in:

disturbo precoce, pervasivo, profondo non facilmente modificabile

disturbo alimentare innescato da una grave dispercezione dell’immagine corporea

decisione nell’operare manipolazioni gravi nei confronti del proprio corpo con comportamenti restrittivi nell’assunzione di cibo

controllo ossessivo sulla realtà esterna e interna che spesso si esprime con rituali e compulsioni che compromettono le prestazioni cognitive, relazionali e sociali

coinvolgimento dei familiari

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I disturbi del comportamento alimentare rappresentano patologie complesse che portano all’interessamento di vari organi. Tali patologie si stanno diffondendo rapidamente tra la popolazione degli adolescenti e dei giovani con caratteristiche sempre più gravi tali da mettere a rischio la vita. Le complicanze fisiche sono nell’anoressia conseguenza della restrizione alimentare, nella bulimia  conseguenza di abbuffate alimentari e condotte di eliminazione come vomito autoindotto e abuso di lassativi o diuretici, nell’alimentazione incontrollata le conseguenze fisiche sono legate al peso in eccesso.

I disturbi del comportamento alimentare rappresentano patologie complesse che portano all’interessamento di vari organi. Tali patologie si stanno diffondendo rapidamente tra la popolazione degli adolescenti e dei giovani con caratteristiche sempre più gravi tali da mettere a rischio la vita. Le complicanze fisiche sono nell’anoressia conseguenza della restrizione alimentare, nella bulimia  conseguenza di abbuffate alimentari e condotte di eliminazione come vomito autoindotto e abuso di lassativi o diuretici, nell’alimentazione incontrollata le conseguenze fisiche sono legate al peso in eccesso.

Il nucleo della psicopatologia è l’ossessione intensa per il cibo, il peso e le forme corporee in una fase della vita in cui la trasformazione della struttura fisica e psicologica si associa alla ricerca di una identità personale.

 

Nella struttura una équipe di personale specializzato (psicologi, psichiatri, nutrizionisti, infermieri, dietisti, educatori ecc. in coerenza con la Deliberazione n. 328 del 11 marzo 2016) svolge un programma integrato che affronta in maniera intensiva la patologia. Tale struttura può rappresentare o il proseguimento terapeutico in ambiente protetto di una degenza ospedaliera acuta o una alternativa al ricovero stesso. La durata della degenza varia di norma dai 6 mesi a 1 anno.
L’accesso alla struttura viene stabilito dall’équipe su invio del servizio pubblico territoriale di competenza per residenza del paziente (pur essendo possibili contatti diretti precedenti da parte delle famiglie); gli accoglimenti provengono da tutto il territorio nazionale. All’ingresso si effettua una valutazione multidisciplinare: clinica, nutrizionale (Bioimpedenziometria), psicologica e psichiatrica mediante colloquio individuale.
Vengono accolti pazienti sia in regime di alta che di media intensità assistenziale. Il programma terapeutico riabilitativo può essere potenziato in funzione di trattamenti personalizzati che richiedano, a seguito di valutazione multidimensionale condivisa con il Servizio inviante, l’impiego di ulteriori figure professionali oltre a quelle previste dagli standard regionali. Analogamente possono essere previsti programmi terapeutici con intensità assistenziale inferiore. L’effettiva presenza e il lavoro di un’équipe multidisciplinare permette l’accoglienza di pazienti in condizioni psicopatologiche gravi, con indice di massa corporea (BMI) basso la cui presa in carico è spesso rifiutata in altre strutture con la medesima mission. Questo grazie a protocolli sanitari di monitoraggio e routine ad alto livello e alla vicinanza con il punto emergenza di Aosta.

La riabilitazione dei Disturbi del Comportamento Alimentare si basa su 4 tipologie di intervento:

1. RIABILITAZIONE DELLA CONDOTTA ALIMENTARE:

  • terapia nutrizionale
  • educazione alimentare
  • colloqui individuali con il dietista
  • gruppi nutrizionali

2. INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA SIMBOLIZZAZIONE E MODIFICAZIONE DELL’IMMAGINE CORPOREA:

  • psicoterapia individuale
  • gruppo psicoeducazionale
  • gruppi psicodinamici
  • terapia dello specchio
  • video confrontation
  • danzamovimentoterapia

3. INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA SOCIALIZZAZIONE:

  • laboratori espressivi: narrazione autobiografica; gruppi di letteratura, poesia e fiabe; laboratorio di fotografia; cineforum; attività manuali.
  • sostegno scolastico
  • gruppi discussione
  • passeggiate in valle

4. INTERVENTI SUL CONTESTO:

  • presa in carico del ruolo paterno e materno
  • colloqui individuali e di gruppo con i genitori
  • promozione e fondazione di un’associazione dei genitori

Gli obiettivi che si intende raggiungere nel trattamento riabilitativo residenziale verso i soggetti con DCA sono:

il recupero ponderale e il raggiungimento di un peso stabile

il recupero ponderale e il raggiungimento di un peso stabile

il miglioramento del disagio psicologico con acquisizione di abilità relazionali e di autogestione.

La comunità terapeutica è inserita all’interno della “mappa delle strutture e delle associazioni dedicate al Disturbo del Comportamento Alimentare in Italia” censita dal Ministero della Salute, dalla Presidenza del Consiglio e dalla Regione Umbria.

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