MODALITÀ DI EROGAZIONE DEI SERVIZI

Le linee guida metodologiche dell’intervento e del progetto riabilitativo

La struttura operativa e funzionale dei servizi attivi presso Residenza DAHU aderisce ai principi della “Community Care” costituendosi come “Sistema di Qualità Sociale” che è un insieme di regole, procedure, incentivi e controlli. Ciò con il fine di realizzare un uso ottimale delle risorse impegnate (umane ed economiche) nel rispetto dei bisogni degli utenti del servizio, sinergiche con i servizi e con le risorse del territorio, capace di creare apprendimento e miglioramento continui, di promuovere l’integrazione con le famiglie e sostenuto da una stretta valutazione dei programmi modulati sulla persona e sui risultati raggiunti e da raggiungere.
La qualità nel lavoro psichiatrico
Nell’impostazione del lavoro in ambito psichiatrico è fondamentale a monte procedere all’identificazione degli elementi di qualità posti quale assunti fondamentali del lavoro psichiatrico sintetizzati nei seguenti.

a) SUDDIVISIONE TRA CURA E RIABILITAZIONE

Riteniamo fondamentale la suddivisione tra una concezione curativa della psichiatria intesa come metodologia tesa “all’introduzione” nel paziente di qualcosa (inteso come qualcosa di esterno) che cambi il suo funzionamento mentale e una concezione riabilitativa che si riferisce, invece, ad una psichiatria che aderisce alla multiprofessionalità. Ciò significa dare spazio ai cambiamenti che si creano “dentro” per poter uscire e manifestarsi nella relazione e nell’ambito di interazione sociale. La RIABILITAZIONE, dunque, pensata non come processo di cambiamento rigido ma come luogo dove il soggetto scopra le possibili modalità e connessioni per sviluppare un adattamento attivo e positivo alla vita.

b) LA DIMENSIONE DELLA FAMILIARITÀ

La dimensione di familiarità che si struttura all’interno del servizio è un aspetto prioritario che si intreccia necessariamente con il senso di sé di ogni utente. La vera qualità della vita in una struttura semiresidenziale si esplica non solo nell’avere un posto in cui stare ma soprattutto nell’avere un ruolo. Infatti, pur nella diversità psicopatologica del singolo utente ognuno occupa una posizione nella quale manifesta comportamenti, emozioni e affetti dando valore al proprio sé all’interno del contesto. In questo senso il lavoro terapeutico/riabilitativo svolto dall’operatore consiste primariamente in una riabilitazione emotivo affettiva che significa ridare spessore all’Io, dare personalità e un luogo che sono vissuti all’interno del servizio e forniscono strumenti per l’estensione all’esterno.

c) IL RUOLO DELL’OPERATORE

L’operatore rappresenta l’elemento fondamentale di riuscita del processo terapeutico/riabilitativo e il suo senso di soddisfazione relativamente alla possibilità di “poter ottenere dei buoni risultati” diventa elemento su cui è fondamentale lavorare in un’ottica di sostegno, aggiornamento, formazione continua e strumenti di valorizzazione e di contenimento. Il lavoro quotidiano degli operatori viene articolato attorno ad alcuni elementi forti - le funzioni metodologiche - le quali permettono anche la possibilità di individuare una operatività comune nella diversità delle azioni assistenziali e riabilitative.

1. Il Sostegno

Tale funzione, nel rapporto diretto tra operatore e utente, può essere definito come il momento in cui l’operatore entra il relazione con la persona in difficoltà e instaura un rapporto finalizzato ad implementare le risorse e ad aiutarle ad affrontare nel modo più opportuno i problemi cui può andare incontro. Si tratta di fornire:

  • Sostegno emotivo e psicologico, favorendo l’accettazione della propria diversa abilità e aiutando l’utente a reagire in maniera positiva alle sollecitazioni e ai cambiamenti, rinforzandone i comportamenti e gli atteggiamenti di crescita;
  • Sostegno riabilitativo, disponendosi per costituire una fonte di indirizzo e di indicazione per l’apprendimento e/o il mantenimento di abilità specifiche;
  • Sostegno tangibile, costituendo una risorsa in termini di aiuto pratico (trasporto, alimentazione ecc.), attivando risorse concrete in cui l’individuo praticherà esperienze congrue a bisogni specifici.

2. La Relazione di Aiuto

L’utente, nella relazione d’aiuto, va sempre considerato come soggetto attivo, capace, se sollecitato in maniera adeguata, di determinare i propri comportamenti. L’utente portatore di un disagio psichico si trova spesso in difficoltà rispetto alla soluzione autonoma dei problemi: nella relazione di aiuto è compito dell’operatore sollecitare l’utente a ricercare dentro di sé le risorse per affrontare il problema anche quando egli stesso non si riconosce potenzialità, capacità e motivazioni. La relazione di aiuto può essere sviscerata in:

  • Relazione empatica: favorendo l’accettazione della propria diversa abilità e aiutando l’utente a reagire in maniera positiva alle sollecitazioni e ai cambiamenti, rinforzandone i comportamenti e gli atteggiamenti di crescita;
  • La relazione fiduciaria: affinché tutti gli aspetti di metodo fin qui delineati conducano a risultati soddisfacenti dal punto di vista dell’intervento risulta necessario che la relazione paziente – educatore sia improntata alla fiducia e all’armonia. Se il momento dell’osservazione e dell’ascolto determina il riconoscimento dei bisogni, il rapporto fiduciario nella relazione ne garantisce la ricerca del soddisfacimento consentendo gli aggiustamenti necessari al mutare delle condizioni in gioco.

Il Progetto riabilitativo alla base delle attività

Il progettare, più che guardare altrove, significa stare dove si è. Siamo al contrario sempre portati a pensare che con il progettare si tratti di introdurre qualcosa di nuovo e completamente diverso, mentre in fondo è abitare il proprio contesto, riconoscere il posto dove si è. Vuol dire esserci più che proiettarsi in un futuro idealizzato; vuol dire fare l’esperienza del contingente e del parziale.” F. Olivetti Manoukian

La formulazione e la verifica del PRI degli utenti ai servizi è specifica competenza tecnica e organizzativa dell’équipe del Singolo Nucleo/servizio in co/progettazione con l’équipe inviante e i tecnici (Direttore Sanitario, psichiatra di riferimento, psicologo ecc.) -> équipe multiprofessionale.

Alcuni spunti relativi al modello di intervento

Nell’elaborazione progettuale  così come nella pratica operativa viene proposto un approccio sistemico, che costituisce la specificità metodologica dell’intervento sia nei confronti dell’utente sia verso l’esterno, nella concezione di uno spazio in costante relazione con il contesto in cui è inserito.
Tale metodologia richiede la definizione di obiettivi specifici e di un percorso mirato di intervento che dipendono dal contesto familiare e sociale dal quale proviene l’utente, dal suo stato evolutivo e da tutti quegli elementi che risultino rilevanti nella prospettiva di crescita e miglioramento.
La definizione di un progetto individualizzato in questo senso risulta fondamentale sia perché permette all’operatore di orientare le proprie azioni quotidiane al raggiungimento di obiettivi chiari, sia perché consente una verifica del lavoro svolto, dando la possibilità di ridefinire obiettivi, metodologie e strumenti adottati e tipologia dell’intervento. Questo qualifica ulteriormente il lavoro di rete condotto con i servizi psichiatrici territoriali e con le altre agenzie educative, riabilitative, culturali e, in generale, con le risorse informali del territorio in quanto permette di valorizzare l’intervento operato nei servizi nell’ambito di un lavoro interdisciplinare a cui le figure tecniche assegnate al servizio devono fare riferimento.

Gli aspetti metodologici centrali sul quale l’approccio fonda la propria prospettiva di intervento sono quattro:

  • osservazione
  • progettazione e pianificazione
  • valutazione
  • supervisione e formazione
d) L’OSSERVAZIONE

l’attenzione del lavoro con l’utenza viene spostata sull’osservazione della relazione; si tratta di un’osservazione partecipata ma non intrusiva e che affianca costantemente l’atteggiamento di guida e di direzione delle attività proprio degli operatori inseriti nel servizio.

e) PROGETTAZIONE E PIANIFICAZIONE

L’équipe di ogni servizio si avvale di una programmazione specifica che esige il rispetto di alcune tappe fondamentali.

  • L’identificazione dei bisogni: Alcuni di questi sono già pre-definiti a livello di politiche sociali, mentre altri sono sconosciuti o non percepiti. Gli Operatori devono perciò assumere il ruolo di “rilevatori di bisogni”, oltre che di interpreti di essi, allo scopo di rispondere alla reale domanda di intervento riabilitativo.
  • L’identificazione degli obiettivi per i quali è possibile pensare ad un cambiamento. Una progettazione consapevole impone agli operatori di perseguire in prima istanza gli obiettivi ritenuti prioritari e realmente possibili.
  • La scelta dei contenuti progettuali che meglio possono soddisfare gli obiettivi generali posti all’intervento. A questo scopo gli operatori individuano:
    • a.   fonti informative adeguate, ovvero tutte le esperienze significative per l’utenza;
    • b.   esperienze  differenziate, ovvero specificatamente pensata per ciascun singolo utente;
    • c.   priorità dei contenuti sociali  (instaurare rapporti con gli altri), operativi (risolvere i problemi), adattativi  (applicare modelli di comportamento).
    • d.   La Scelta del metodo che deve essere centrato sull’approccio relazionale; di conseguenza gli operatori orientano le proposte alla costruzione di un sistema di relazioni che hanno base nel rapporto di fiducia tra operatore e utente, e che da esso sviluppa nuove modalità comunicative che coinvolgono, ove possibile, il territorio.
f) VALUTAZIONE

Il metodo valutativo all’interno dell’équipe multidisciplinare, parte dai bisogni che giustificano l’intervento, attraversa gli obiettivi specifici, controlla i contenuti scelti e si sofferma sulla validità del metodo adottato. Ma per gli operatori, l’oggetto di valutazione non può essere la singola capacità che l’utente ha acquisito, quanto piuttosto il processo di trasformazioni del sistema di relazioni agite durante l’intervento. Tale processo si sviluppa a partire dalla guida metodologica del medico psichiatra responsabile del progetto del singolo utente/paziente secondo i seguenti step.

dahu

Desideri maggiori informazioni sul Centro DAHU?